Rivalutazione delle pensioni

Tratto da Pensionioggi.it

RIVALUTAZIONE TRATTAMENTI PENSIONISTICI

Si è concluso in Commissione Lavoro di Palazzo Madama l’esame del decreto legge 65/2015 riguardante la rivalutazione dei trattamenti pensionistici.

Questo decreto dovrà essere convertito entro il 20 luglio 2015 pena l’inefficacia del provvedimento stesso.

I rimborsi che i pensionati vedranno i primi di Agosto 2015 riguarderanno però solo gli assegni entro i 2900 euro lordi, ovvero entro il tetto limite delle 6 volte il trattamento minimo Inps. Gran parte del LIVELLO medio delle pensioni, composto soprattutto da pensionati che hanno lavorato raggiungendo la fatidica soglia dei 40 anni di contributi, non riceverà quasi nulla.

Chi rientra nelle fasce stabilite non può di certo esultare, poiché i rimborsi copriranno solo parzialmente quanto sottrattogli dalla Legge Fornero.

Tale meccanismo consentirà infatti un recupero che varia tra il 5% ed il 20% circa di quanto non perequato in questi anni per effetto della Legge Fornero.

Non a caso anche il presidente della Commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, durante l’esame del provvedimento, ha osservato che pur se “da un punto di vista formale il decreto-legge si presenti coerente con la giurisprudenza costituzionale è stato penalizzato in particolare quel ceto medio di pensionati che invece tutti avrebbero voluto proteggere”.

Complessivamente gli arretrati dovuti tra il 1° gennaio 2012 e il 31 luglio 2015 per gli assegni che beneficeranno di questo meccanismo saranno corrisposti con il rateo di Agosto. Oscilleranno tra i 300 e i 1000 euro lordi (si veda la grafica per una prima visione degli effetti).

Le somme effettivamente erogate tuttavia saranno più basse a causa del prelievo fiscale (in particolare le somme maturate tra gli anni 2012-2014 saranno assoggettate a tassazione separata mentre quelle maturate nei primi 7 mesi del 2015 saranno soggette a tassazione ordinaria).

Ricordiamo che i rimborsi saranno effettuati automaticamente dall’Inps e, pertanto, i destinatari non dovranno effettuare alcuna domanda specifica in tal senso. Sono ammessi al beneficio anche gli eredi del defunto, ma in tal caso l’Inps non ha ancora fornito informazioni circa le modalità operative di attribuzione delle somme.